Il maiale
"un'alternativa al pallottoliere di Genghini"
Leggendo l'articolo di Parri sulla vita del povero bridgista, mentre cercavo di decidere su quale settore del sito avrei potuto pubblicarlo, mi sono accorto che l'ormai famoso pallottoliere di Genghini aveva avuto un recente antesignano: il maiale dell'autogrill. Ma andiamo per ordine.

Gennaio 2012. Finite le vacanze di Natale, torno da un breve viaggio con mia moglie, mi fermo all’Autogrill con l’idea di prendere qualcosa di carino ai ragazzi. Coi più piccoli me la cavo facilmente con un cofanetto di CD per Ascanio ed una generosa confezione di marshmallows per Giovanni. Mi resta un figlio grande, mi guardo in giro, sento un suono equivoco… un altro cliente ha appena afferrato un morbidissimo maialino in lattice e lo sta massaggiando facendogli emettere il classico grugnito, un po’ sconveniente, dal suo musetto rosa. Ideona! Gli porto un maiale! Proteste scontate della moglie, ma la decisione è irrevocabile. Ripresa l’autostrada: dubbio! Oddio, che sia pericoloso per il nipotino di 1 anno e mezzo, quando gira per casa? Occhiata veloce alle istruzioni, meno male non esiste il limite dei 36 mesi… per forza! Non è un giocattolo per bambini, ma per animali! Vabbé chissenefrega, se devo classificare mio figlio grande e scegliere fra il bambino e l’animale, non ho dubbi. Giunti a casa ecco il risultato: litigata per i marshmallows, abbandono del cofanetto dei CD e abuso totale del povero maialino, usato financo come “buzz” del Taboo o petofono per scherzi d’altri tempi.…

Passa un giorno o due e, come s’addice a tutte le cose inutili, l’oggetto dei desideri finisce sopra uno scaffale a prendere polvere finché una sera non arrivano a casa due amici di vecchia data, ma nuovissimi nella loro veste di allievi di Bridge: Loris e Biagio. Si organizza una partitella didattica, con Giovanni che fa il maestrino e i due malcapitati come scolari. Alla prima cappellona di Loris, la mia mente diabolica elabora la soluzione: “Giovanni perché non vai a prendere il maialino per sottolineare gli errori?”. Il microbo bridgista non se lo fa chiedere due volte e in un baleno si presenta spupazzando il nuovo giocattolo di casa senza risparmirci adeguata dimostrazione della sua volgarissima varietà di suoni.
Miracolosamente, tutto quello che sarebbe scivolato via dalle menti acerbe (bridgisticamente) dei nostri amici ora iniziava a rimanervi attaccato. Un grande lezione, veramente efficace. Non batti le atout? Un bel grugnito. Non giochi gli onori dalla parte corta? Doppia razione.  Attacchi di piccola con AKQ quinti? Tripla lamentazione del suino! Lezione indimenticabile e, credeteci, da quel giorno i due mal(o ben)capitati, ogni volta che si accingono a fare una delle classiche bestialità da principiante, ci pensano due volte.

PS: sto aspettando che gli autogrill esauriscano il prodotto, poi andrò a rivenderlo a peso d'oro ai nostri insegnanti di Bridge.

Daniele Donati (febbraio 2012)